Ieri ho partecipato, come relatore, al #MagisterADACI2018: un evento organizzato da ADACI, dove ho parlato di come sia possibile gestire i rischi derivanti dalla scelta di adottare processi industriali di nuova generazione, o Industria 4.0.

In breve: il fattore decisivo, la causa principale che sta trasformando l’industria classica, è il fenomeno “IoT” o Internet of Things; vale a dire la possibilità di collegare attraverso la Rete qualsiasi dispositivo in grado di scambiare informazioni e al quale sia possibile assegnare un indirizzo IP.

Questo fenomeno ha dato il via a una nuova rivoluzione industriale dove tutta la catena di fornitura (acquisti, produzione, marketing, logistica e servizi post vendita) è interconnessa attraverso la rete. Purtroppo, come tutte le cose belle, la conquista non è una cosa immediata, né semplice.

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Secondo McKinsey, prima di tutto bisogna superare alcune barriere all’implementazione, la più importante delle quali è sicuramente la capacità di coordinare i diversi attori in causa superando il “silo thinking”. Inoltre ci sono diversi rischi, che si possono dividere in rischi di tipo fisico e rischi di tipo informatico. Insomma, la decisione di adottare processi industriali di nuova generazione è una decisione strategica che dovrebbe essere valutata attentamente sia per quanto riguarda l’implementazione che per quanto riguarda i rischi connessi.

A questo proposito, Teoria dei Vincoli ci mette a disposizione un set di strumenti, estraneamente potente, per valutare ex ante i rischi e definire accuratamente il percorso di implementazione, in modo tale da evitare anche i cosiddetti “effetti collaterali”.

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